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“Io sono per natura, credo, un’outsider.
Compio il mio miglior lavoro e mi sento più temprata quando
ho le spalle al muro… Non occorrerà mai ch’io
mi ripeta, ritorni sulle mie tracce. Sono un’outsider.
Posso fare a modo mio: sperimentare con la fantasia come meglio
mi piace. Il branco può ululare, non mi prenderà mai.
E se anche il branco - recensori, amici, nemici – non bada
a me o mi prenderà in giro, sarò ugualmente libera…”
(Virginia Woolf, Diario, venerdì 20 maggio, 1937;
in Phillis Rose, Virginia Woolf, Editori Riuniti, p.195).
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